Il progetto

“Si dice che le persone immaginano cose fantastiche, fanno sogni assurdi, sconclusionati, belli, confusi, allegri o mostruosi. Tutto questo (e molto altro) si manifesta a volte attraverso la plasticità, a volte attraverso il poema, altre attraverso la musica in un complesso concerto di immagini allegoriche e di simboli diversi”

La grande sfinge di Giza in EgittoPiramidi di TeotihuacanMostro del parco di BomarzoStonehengeIl Grifo e il Leone a Perugia

Le diverse forme di espressione allegorica, segnica e simbolica sono – fin dai primi rudimenti del linguaggio gestuale – da sempre presenti nell’uomo.

Queste produzioni non sorgono a caso, ma compiono sempre una funzione precisa della nostra psiche: compensare una necessità per ottenere un equilibrio ed uno sviluppo psicofisico.

Il sito si ispira al libro “Morfologia simboli segni allegorie” di Josè Caballero il quale ha “ridotto” i simboli, i segni e le allegorie ad impulsi interpretabili dalla psicologia dell’immagine.

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Morfologia, simboli, segni, allegorie

Galleria di immagini
Una galleria di  immagini di monumenti, dipinti, siti archeologici che rappresentano elementi di allegorie e simboli che sono succedute nella storia.

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Morfologia
Morfologia non è un libro per specialisti, come può apparire dal titolo, ma al contrario è destinato al lettore medio. I temi, sebbene siano complessi, sono trattati con semplicità, brevità e con molti esempi e molti grafici. L’oggetto stesso del libro è un tipo di produzione…
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Corso di morfologia
Il Corso ha un triplice interesse: spiegare il parlare de l funzionamento dello psichismo, parlare sui sviluppare quelli che sono i meccanismi della coscienza, descrivere lo “spazio di rappresentazione” fino ad arrivare alla proposta di un nuovo concetto dell’immagine. 
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introduzione ai corsi di morfologia


In questo corso, l’obiettivo principale è quello di rispondere alle domande sul come sorgono, come operano e quale funzione compiono le immagini simboliche, segniche e allegoriche. 

Le immagini simboliche, segniche e allegoriche sono produzioni dello psichismo non sorgono a caso, non sono qualcosa di arbitrario, ma compiono una funzione precisa e cioè quella di dare una risposta che compensi una necessità fino ad arrivare ad un buono sviluppo ed equilibrio psicofisico.
Questo corso permetterà di progredire nella conoscenza dell’essere umano.

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Fig. 3. Insieme litico di Stonehenge, Wiltshire (Gran Bretagna)

Dati storici:

Si tratta probabilmente di un tempio preistorico dedicato al culto del sole, che doveva servire anche da calendario astronomico e che risale almeno al 3800 a. C. Alcune sette moderne che si rifanno alle antiche tradizioni celtiche (che sono comunque molto più tarde della sua costruzione) vi svolgono ancora oggi il rituale dell'estrazione della spada nella roccia, quando i raggi del sole toccano un determinato punto, filtrando dallo spiraglio posto sotto la roccia più alta.

Interpretazioni naturalistiche:

La spada e la roccia all'interno del cerchio sacro possono rappresentare gli elementi dualistici della natura, in particolare il sole (come raggio) e la terra, ma anche il principio maschile (attivo e fecondatore) e quello femminile (passivo e generatore), da cui periodicamente rinasce la vita in concomitanza con il volgere del ciclo annuale, rappresentato e misurato dal circolo delle pietre, in base alla posizione del sole.

Fig. 5. La Chimera di Arezzo. Museo Archeologico di Firenze (Italia)

Dati storici:

La scultura di Arezzo che rappresenta la Chimera è un manufatto della civiltà etrusca, che subì l’influsso della cultura greca attraverso le sue colonie nel Sud Italia.  

Miti relativi:

La Chimera era una creatura ibrida della mitologia greca, generata dal drago Tifone e dalla mostruosa ninfa Echidna. Le sue tre teste di leone, drago e serpente vomitavano fiamme e certi studiosi la considerano una personificazione di un vulcano della Licia, la regione in cui era ambientato il mito e che fu devastata da questo mostro finché non lo uccise l’eroe Bellerofonte in groppa al cavallo alato Pegaso. 

Interpretazioni storiche:

Data la sua discendenza da un tipo di creature adorate in epoche più antiche come personificazioni della natura e successivamente demonizzate, la Chimera può essere considerata una delle tante figure derivate dai culti matriarcali e poi eliminate dagli eroi maschili che li sostituirono. 

Fig. 6. Giara mixteca. Museo Nazionale di Antropologia (Messico)

Dati storici:

Tra le popolazioni del Messico precolombiano, aquile e serpenti tendono a fondersi insieme in figure in cui sono presenti elementi di entrambi, come il Serpente Alato Quetzalcoatl. 

Fig. 7. Geroglifici. Tomba di Pachedu. Dinastia XX^. Deir El Medineh (Egitto)

Dati storici:

E’ un particolare dei dipinti che adornano una tomba nei pressi di Tebe. 

Miti relativi:

Il defunto è ritratto ai piedi di una palma da dattero nell’atto di bere l’acqua che dovrà rigenerarlo.

Interpretazioni tradizionali:

La palma per gli Egizi era un simbolo di fertilità.

Fig. 9. Piccolo Gudea seduto. Lagash, Mesopotamia. (Louvre, Parigi – Francia)

Dati storici:

Gudea era il sovrano sumero che regnò sulla città di Lagash intorno al 2130 a.C. 

Fig. 16. Centauro e Eros. Museo del Louvre, Parigi (Francia)

Miti relativi:

I Centauri erano un mitico popolo di soli maschi, metà uomini e metà cavalli, armati di clave e archi e dai modi selvaggi e violenti, che sarebbero vissuti sui monti della Tessaglia. Il loro capostipite, Centauro, figlio del re Issione e dalla nuvola Nefele, li avrebbe generati accoppiandosi con delle cavalle, ma spesso i suoi figli rapivano anche donne umane.

Interpretazioni naturalistiche e storiche:

I Centauri sono considerati simboli degli uragani che imperversano sulla Tessaglia, ma possono anche essere derivati dai primi incontri di popolazioni agricole con dei guerrieri nomadi a cavallo.

Fig. 13. Ombrello Sacro. Secolo XIX^. Rajasthan, (India)

Interpretazioni mistiche ipotetiche:

Il triangolo si direbbe una rappresentazione della montagna cosmica (vedi nota alla figura 103) che nelle tradizioni di molti popoli costituisce sia il punto di riferimento attorno a cui ruota la società, che una sorta di “scala” verso una realtà più “alta”. I molteplici punti alla sua base che convergono nel vertice, rappresentano l’unità degli individui in un ideale collettivo (personificato da un dio supremo, un re, ecc.), oppure l’identificazione di ognuno con lo spirito universale. La “strada” che unisce il triangolo al rettangolo al di sotto, potrebbe essere un simbolo del percorso che unisce il mondo fisico a quello spirituale. 

Fig. 12. Rappresentazioni del cosmo, secolo XVIII^. Rajasthan, (India)

Interpretazioni tradizionali:

La croce semplice che divide i cerchi esterni in quattro quadranti rappresenta il campo della manifestazione, che partendo dal centro si estende nelle quattro direzioni dello spazio, prendendo la forma dei quattro elementi percettibili. Al centro si nota il simbolo della svastica che genera un labirinto. Ciò si riferisce alla non linearità della conoscenza del Trascendente, che essendo al di fuori della logica umana, non può essere raggiunta in modo diretto, ma solo indirettamente, attraverso il percorso della mano destra (maschile, conflittuale, scientifico) o quello della mano sinistra (femminile, armonico, intuitivo), indicati dalle due direzioni in cui si possono piegare le braccia della svastica (sintetizzato da Alain Daniélou, “Miti e Dèi dell’India”)

Fig. 14. Leone Alato Dinastia Sung. British Museum, Londra (Inghilterra)

Interpretazioni tradizionali:

La rappresentazione di animali alati è tipica dell’iconografia cinese (vedi i vari draghi, le fenici, ecc.) e si riferisce in generale agli spiriti del mondo naturale.

Fig. 15. Pazuzu. Demone assiro. Museo del Louvre, Parigi. (Francia)

Miti relativi:

Demone di probabile derivazione sumera. Era la personificazione del vento del sud-ovest, considerato apportatore di pestilenze, e regnava sugli spiriti maligni dell’aria, ma aveva l’incarico di tenerli a freno quando volevano tormentare gli uomini. Poiché si riteneva che proteggesse dalla peste e dalle forze del male era adorato dai babilonesi. In particolare neutralizzava i poteri della dea Lamashtu, il demone che in forma di incubo o di febbre interrompeva la gravidanza delle donne e portava via i loro bambini.

Paralleli culturali:

Le quattro ali erano tipiche di tutti gli spiriti dell’aria assiro-babilonesi, da cui deriva poi l’iconografia ebraica e cristiana dei serafini e degli angeli in generale.

Fig. 19. Gorgone Alata. Acroterio di un tempio dorico del Sec. VII^ a.C. Museo di Siracusa.

Miti relativi:

Secondo le tradizioni greche, le Gorgoni erano figlie del dio marino Forco e vivevano nell’estremo occidente. Avevano ali d’oro, artigli di bronzo, serpi per capelli, zanne di cinghiale e pietrificavano chi le guardava.

Perseo uccise Medusa, una delle Gorgoni, con l’astuzia, cioè facendola riflettere nel proprio scudo per non guardarla direttamente. Dal sangue di Medusa decapitata nacque il cavallo alato Pegaso, che permise a Perseo di sfuggire alle vendetta delle sue sorelle.

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