La ripetizione

Chiarimento dell’esperienza sul senso della vita.(1)


Quest’esperienza ha lo scopo di spingere il praticante ad esaminare qualè la direzione che la linea della sua vita traccia, partendo dal passato fino a giungere al momento presente. Questo esame gli permetterà di comprendere che la direzione della sua vita futura non si scosterà da quella seguita fino al momento presente, a meno che egli non consideri che può esistere un nuovo senso della vita. La meditazione su questo punto mette il praticante in condizione di effettuare un cambiamento nella direzione della sua vita, anche quando il nuovo obiettivo non gli appaia completamente chiaro. Una meditazione di questo tipo è capace di produrre cambiamenti profondi e positivi nella vita puramente meccanica portata avanti fino al momento attuale.


E` notte. Sto camminando in un luogo debolmente illuminato. E` un vicolo stretto. Non vedo nessuno. Comunque, la nebbia diffonde una luce remota. I miei passi producono un’eco paurosa. Affretto il passo nell’intento di raggiungere il prossimo lampione.

Giunto a quel punto, scorgo una sagoma umana. La figura è a due o tre metri di distanza. E` una vecchia con il viso semicoperto. Improvvisamente, con voce stentata, mi chiede l’ora. Guardo l’orologio e rispondo: “Sono le tre di notte”.

Mi allontano rapidamente, immergendomi di nuovo nella nebbia e nel buio, con il desiderio di arrivare al prossimo lampione che scorgo in lontananza.

Lì, di nuovo, c’è la donna. Guardo l’orologio, segna le due e mezzo. Mi metto a correre verso il lampione successivo e, mentre corro, mi giro indietro a guardare. In effetti mi allontano dalla figura che rimane ferma laggiù. Arrivo di corsa al lampione e lì, percepisco l’ombra che mi aspetta. Guardo l’orologio, sono le due. Corro ormai senza alcun controllo, oltrepassando lampioni e vecchie, fino a che, sfinito, mi fermo a metà strada. Guardo l’orologio e vedo nel vetro il viso della donna. Comprendo che è arrivata la fine…

Nonostante tutto, cerco di capire la situazione e mi chiedo ripetutamente: “Da che cosa sto fuggendo?… da che cosa sto fuggendo?” La voce stentata mi risponde: “Sono dietro di te e davanti a te. Ciò che è stato sarà. Ma sei molto fortunato perché ti sei potuto fermare un momento a pensare. Se risolvi questo, potrai uscire dalla tua stessa trappola.” (*)

Mi sento stordito e stanco. Nonostante tutto penso che c’è una via di uscita. Qualcosa mi fa ricordare varie situazioni di fallimento della mia vita. Ecco, ora rievoco i primi fallimenti della mia infanzia. (*)

Poi i fallimenti della mia gioventù. (*)

Ed anche i fallimenti più recenti. (*)

Mi rendo conto che in futuro essi seguiteranno a ripetersi, fallimento dopo fallimento. (*)

In tutte le mie sconfitte c’è stato qualcosa di comune: tutte le cose che volevo fare non erano ordinate, si trattava sempre di desideri confusi che si opponevano tra di loro. (*)

Persino ora scopro che molte cose che desidero ottenere in futuro sono contraddittorie. (*)

Non so cosa fare della mia vita e, tuttavia, desidero confusamente molte cose.

Sì, ho timore del futuro e non vorrei che si ripetessero i fallimenti passati.

La mia vita è paralizzata in questo vicolo di nebbia, tra fulgori morenti.

Inaspettatamente si accende una luce ad una finestra e da lì qualcuno mi grida: “Ha bisogno di qualcosa?”

– Sì – gli rispondo – ho bisogno di uscire da qui.

– Ah, no!… da soli non si può uscire. – Allora mi spieghi cosa devo fare. – Non posso, eppoi, se continuiamo a gridare, finiremo per svegliare tutto il vicinato. Con il sonno dei vicini non si scherza! Buonanotte!

La luce si spegne. Allora sorge in me il desiderio più forte: uscire da questa situazione. Mi rendo conto che la mia vita cambierà solamente se troverò una via d’uscita. Il vicolo apparentemente ha un senso, però esso non è nient’altro che una ripetizione, dalla nascita fino alla morte. Un falso senso, di lampione in lampione, fino a quando, in qualche momento, le mie forze finiranno per sempre.

Scorgo alla mia sinistra un cartello indicatore con frecce e scritte: la freccia del vicolo si chiama “ripetizione della vita”. Un’altra si chiama “annullamento della vita”; una terza: “Costruzione della vita”. Rimango a riflettere per un attimo. (*)

Prendo la direzione indicata dalla terza freccia. Mentre esco dal vicolo per un viale ampio e luminoso, sperimento la sensazione di essere sul punto di scoprire qualcosa di decisivo. (*)


Raccomandazione (1)

Considerare le resistenze osservate durante l’esperienza come indicatori di quegli impedimenti che si oppongono ad un cambiamento della linea di con dotta seguita fino al momento attuale. Approfondire, attraverso una ripetizione individuale o collettiva dell’esperienza, la sensazione « di essere sul punto di scoprire qualcosa-di decisivo ». Sarà questo il registro interno che dovrà precedere la comparsa di un nuovo senso della vita.

Note (1)

Il nome della terza strada che rompe la ripetizione è ispirato al verso della « Andromaca» di Euripide, che dice: «… e dei cammini chiusi, un dio sempre trova l’uscita ».Riportiamo un commento: « Mi sono reso conto che le cose che desideravo erano contraddittorie: volevo avere successo, volevo fare carriera e nello stesso tempo avere un figlio. Per tutta la vita mi sono dibattuto in opposizioni di questo tipo. Vedo che se non comparirà qualcosa di nuovo, il mio futuro sarà sempre così… fino alla morte ».

Al termine di questa riunione di esperienza un giovane, che aveva partecipato già a varie altre, fece questo commento: « E’ stata un’esperienza che sono riuscito ad integrare molto bene. La sequenza di immagini ha coinciso con le cose che sto vivendo in questo periodo. Infatti, già da un certo tempo, avverto la necessità di un cambiamento radicale, ma finora si è trattato solo di una comprensione intellettuale. Ma come è possibile realizzare questo tipo di cambiamento? Da dove vengono queste esperienze poetiche che io metto in rapporto con i miei sogni più profondi? E’ possibile che si produca un cambiamento radicale solo con delle pratiche settimanali che non durano più di mezz’ora? Come posso approfondire la meditazione sul senso della vita? Sono certo che a queste domande possono essere date risposte adeguate; ma già ora, nonostante la mia incertezza, sento rinascere in me l’entusiasmo ».


N.d. redazione: il testo segnato con (1) relativo ai chiarimenti, raccomandazioni e note era presente nella edizione del 1980, l’autore nella revisione eseguita nel 1988, lo ha sostituito con le attuali note. Il libro è stato così pubblicato nel 1989 in 16 lingue.

La redazione ha ritenuto utile inserire il succitato testo originario in quanto permette un’ approfondimento delle narrazioni e dei giochi di immagine, non solo come opere letterarie, ma come “modello di meditazione dinamica, il cui oggetto è la vita di chi medita e la cui intenzione è individuare e superare i conflitti.

Le esperienze guidate permettono, a coloro che le praticano,di riconciliarsi con se stessi, superando le frustrazioni ed i risentimenti passati, ordinando le attività presenti e dando al futuro un senso che elimini le angosce, i timori ed il disorientamento.

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