Attenzione, campi di presenza e compresenza

L’attenzione è un’attitudine della coscienza che permette di osservare i fenomeni interni ed esterni.

Così, quando uno stimolo supera la soglia, desta l’interesse della coscienza, collocandosi in un campo centrale di presenza al quale si rivolge l’attenzione.

La stessa cosa succede quando è la coscienza a rivolgersi, per proprio interesse, a un determinato stimolo o dato.

Solo una parte dello spettro elettromagnetico è percepita dall’occhio e dal cervello umani
Solo una parte dello spettro elettromagnetico è percepita dall’occhio e dal cervello umani
Presenza e Compresenza

Quando l’attenzione lavora accade che alcuni oggetti appaiano centrali e altri periferici, in modo compresente. Queste presenza e compresenza dell’attenzione si dà tanto con gli oggetti esterni quanto con quelli interni.

Tracce dei movimenti oculari di un osservatore che guarda per 3 minuti il volto della bambina e 2 minuti il volto di Nefertari (da Arte e cervello)

Nel momento in cui la propria attenzione è rivolta a un oggetto si fa presente un aspetto evidente e ciò che non è evidente opera in modo compresente.

“Si dispone di” quella parte, anche se non vi si presta attenzione; ciò accade perché la coscienza lavora con più elementi di quelli a cui ha bisogno di prestare attenzione, cioè va oltre l’oggetto osservato.

La coscienza dirige atti verso gli oggetti, ma con la compresenza di altri atti che non hanno relazione con il tema o l’oggetto cui l’attenzione è rivolta nel momento.

Vedi le condizioni predialogali (da Silo, concordanza del punto di vista, terminologia con gli stessi significati e stesso livello di interesse sull’argomento)

Esercizi di perfezionamento dell’attenzione


Una buona disposizione all´apprendimento, una buona memoria, una maggiore costanza nei propositi e, inoltre, l’aumento della capacità di cambiamento, dipendono dall´attenzione.

Esercizi di attenzione semplice

a. Osservate per 30 secondi una piccola zona del locale che presenta oggetti, libri, dischi, ecc.. Dopo l’osservazione distogliete lo sguardo e annotate tutto ciò che avete guardato. Quando ritenete di aver concluso l’elenco confrontate lo scritto con la situazione reale.

b. Prendete un libro. Leggete in silenzio cercando di comprendere al massimo quello che leggete. Adesso leggete senza afferrare il significato del testo, cioè come se la vista passasse semplicemente sulle righe. Ripetete di nuovo, ma questa volta con l´aiuto di un altro partecipante. Questi batterà le mani con un certo ritmo. Ad una battuta presterete attenzione al significato della lettura; alla battuta seguente continuerete a leggere, ma tentando di sconnettere il significato.

Esercizio di attenzione divisa

c. Mentre ascoltate la lettura di un testo cercate di mettere attenzione alla sensazione del pugno della mano destra. Cercate di porre la stessa attenzione nei due fuochi attenzionali.

Esempio

“Spieghiamo meglio questo punto con un esempio riguardante il tema del linguaggio e delle sue espressioni e significati. Posso osservare che, nello sviluppo del mio discorso (processo creativo NDR) mi si presentano numerose alternative che scelgo non secondo un senso associativo lineare ma secondo dei significati che a loro volta sono in rapporto con il significato globale del mio discorso. Seguendo questa linea, posso arrivare a comprendere un qualunque discorso come un significato espresso in una regione determinata di oggetti. È evidente che potrei toccare un’altra regione di oggetti non omogenei con il significato globale che voglio trasmettere; mi astengo però dal farlo per non compromettere, appunto, la trasmissione del significato totale. Mi diventa chiaro allora, che le altre regioni oggettuali sono compresenti al mio discorrere e che potrei lasciarmi condurre da “associazioni libere” prive di finalità all’interno di una regione qualsiasi. E se lo faccio, mi rendo conto che tali associazioni corrispondono ad altre regioni, ad altre totalità significanti.

In questo esempio relativo al linguaggio il mio discorso si sviluppa in una regione di significati e di espressioni, si struttura all’interno dei limiti posti da un “orizzonte” si separa da altre regioni che sicuramente risulteranno strutturate da altri oggetti o da altre relazioni tra oggetti.” (2)

La presenza si dà in un campo di compresenza.


Ecco allora che la presenza si dà in un campo di compresenza: nella conoscenza, per esempio, quando è necessario concentrarsi su un tema specifico, la massa d’informazioni compresente è importante. La conoscenza è compresa in questo orizzonte di compresenza, perciò, nel momento in cui lo si amplia, si amplia anche la capacità di stabilire relazioni.

Possibili risposte ad una domanda

“Un giorno qualsiasi entro nella mia stanza e percepisco la finestra: la riconosco, mi è conosciuta. Ora ne ho una nuova percezione, ma in me agiscono anche le vecchie percezioni di essa, ritenute nella memoria sotto forma di immagini. Oggi, però, mi rendo conto che in un angolo del vetro presenta una crepa…”quella non c’era”, mi dico mettendo a confronto la nuova percezione con le ritenzioni in memoria relative alle percezioni precedenti. In più mi succede di trovare una specie di sorpresa. La “finestra” percepita in occasioni anteriori è rimasta impressa nella mia memoria come ritenzione, ma non passivamente come una fotografia: essa è attiva ed agisce proprio come agiscono le immagini. Le ritenzioni in memoria, infatti, agiscono su ciò che percepisco nonostante si siano formate nel passato. Si tratta di un passato sempre attualizzato, sempre presente prima di entrare nella mia stanza davo per scontato, presupponevo, che la finestra dovesse essere in perfette condizioni; non lo stavo pensando semplicemente, ci contavo. La finestra in particolare non era presente nei miei pensieri di quel momento, ma compresente: era interna all’orizzonte degli oggetti contenuti nella mia stanza. È grazie al sistema di compresenze, alla ritenzione in memoria attualizzata e sovrapposta alla percezione, che la coscienza presume più di quanto percepisca. In questo fenomeno troviamo il funzionamento più elementare della credenza. È come se, nell’esempio citato, io dicessi: ”Credevo che la finestra fosse in perfette condizioni”. Se, poi entrando nella mia stanza, mi fossero apparsi dei fenomeni propri di un campo differente di oggetti, per esempio il motore di un aereo o un ippopotamo, una tale situazione surreale mi risulterebbe incredibile: e non perché quegli oggetti non esistano, ma perché la loro collocazione sarebbe risultata esterna rispetto al campo di compresenza corrispondente alle mie ritenzioni.”

Presenza e compresenza
configurano l’immagine del mondo che ciascun individuo possiede.


Andy Warhol sui miti contemporanei

Oltre a concetti e idee la coscienza si avvale di elementi compresenti, senza pensarli, come le opinioni, credenze, supposizioni, tutte cose cui raramente si presta attenzione

Quando questo substrato, su cui si conta, varia o decade è l’immagine del mondo a cambiare e trasformarsi.

Esercizio di comprensione di far vedere come nella percezione vediamo molto di più e molto meno di quello che vediamo (esercizi sul punto di vista).

Esercizio su una legge creativa di decontestualizzazione prendere elementi propri di un contesto (regione) e portarli in un altro contesto.

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