Lo psichismo In relazione con l’ambiente

A – La funzione dello psichismo consiste nel coordinare tutte le operazioni di compensazione dell’instabilità dell’essere vivente rispetto al suo ambiente.

Lo psichismo, che coordina le funzioni vitali, si avvale dei sensi e della memoria per percepire le variazioni dell’ambiente.

Questi sensi, inizialmente molto semplici e diventati, col passare del tempo, sempre più complessi (come ogni parte degli organismi), forniscono continuamente informazioni sull’ambiente, strutturate in orientamento adattativo.

Lo psichismo in relazione con l’ambiente
Lo psichismo in relazione con l’ambiente

B – L’ambiente da parte sua è estremamente variato e, per lo sviluppo dell’organismo, sono necessarie determinate condizioni ambientali minime. Laddove tali condizioni fisiche sono presenti sorge la vita; una volta nati i primi organismi, le condizioni si trasformano in modo sempre più favorevole alla vita stessa.

Lo psichismo in relazione con l’ambiente
Lo psichismo in relazione con l’ambiente

All’inizio, però, gli organismi hanno bisogno per svilupparsi di condizioni ambientali ottimali. Le variazioni nella troposfera si comunicano a tutti gli organismi. Sullo sviluppo della vita influiscono condizioni quali il ciclo quotidiano e quello stagionale, così come la temperatura generale, le radiazioni e la luce solare. Altrettanto influente è la composizione della Terra che, nella sua ricchezza, offre materia prima che sarà poi fonte d’energia e lavoro per gli esseri viventi. Anche gli incidenti che possono prodursi in tutto il pianeta costituiscono circostanze decisive allo sviluppo organico. Glaciazioni, inabissamenti, fenomeni sismici ed eruzioni vulcaniche fino all’erosione di vento e acqua, sono tutti fattori determinanti. La vita sarà diversa nei deserti o sulle vette più alte, ai poli o in riva al mare. Da quando la vita ha fatto la sua comparsa sulla superficie terrestre, proveniente dai mari, un gran numero di organismi e specie diverse ha continuato ad apparire e scomparire. Molti individui incontrano difficoltà insuperabili, e perciò periscono; la stessa cosa succede ad intere specie, che non sono state in grado di auto-trasformarsi né di trasformare le nuove situazioni che sorgevano via via nel processo evolutivo. Eppure la vita, comprendendo al suo interno grandi numeri, grande diversità e infinite possibilità, si fa continuamente strada.

Quando, in uno stesso spazio, compaiono specie diverse, tra loro sorgono diverse relazioni, senza contare quelle che esistono all’interno della stessa specie. Esistono relazioni simbiotiche, di associazione, parassite, saprofite (sapròs = marcio si nutrono di organismi in decomposizione NDR), ecc. Tutte queste possibili relazioni possono essere semplificate in tre grandi generi: relazioni di dominio, relazioni di scambio e relazioni di distruzione. Gli organismi tra loro mantengono queste relazioni, gli uni sopravvivendo, gli altri scomparendo.

Si tratta di organismi in cui le funzioni si regolano in base a uno psichismo che dispone dei sensi per percepire l’ambiente interno e quello esterno e della memoria che non è solo quella genetica di trasmissione dei caratteri della specie (gli istinti di riproduzione e conservazione) ma che comprende anche le registrazioni individuali di nuovi riflessi che, di fronte a varie alternative, permettono di prendere decisioni. La memoria adempie anche ad un’altra funzione: il registro del tempo, permettendo di dare continuità rispetto al suo trascorrere. Il primo circuito di riflesso immediato (stimolo-risposta, vedi schema 1) ammette variazioni nella sua complessità, specializzando così i sistemi nervoso e ormonale (vedi schema 9). D’altra parte, la possibilità di acquisire nuovi riflessi dà origine all’apprendimento e all’addomesticamento, specializzando nel contempo meccanismi multipli di risposta; osserveremo così un comportamento variabile, una condotta variabile nell’ambiente e nel mondo.

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