SESTA LEZIONE – Spazio di rappresentazione

Interesse.

Distinguere tra sensazione, percezione e rappresentazione. Le caratteristiche della rappresentazione che avviene in uno spazio mentale su cui possiamo agire direttamente. Le funzioni della rappresentazione.


Sensazione – percezione – rappresentazione

Quando percepiamo visivamente un oggetto, lo vediamo collocato in un determinato luogo dello spazio. Dell’oggetto possiamo valutare l’altezza, la larghezza, la lunghezza, ed in generale il volume; possiamo anche decidere se esso è più vicino o più lontano a noi di altri oggetti.

A – Ogni oggetto percepito e rappresentato è dotato sia di colore che di estensione; queste due categorie sono inseparabili e formano una struttura.

Quando percepiamo un oggetto, questo si sposta o permane in un luogo dato indipendentemente dalle nostre operazioni mentali di osservatori. 

Analogamente, quando ci si rappresenta visivamente un oggetto, il colore non esiste senza l’estensione e viceversa. Per questo fenomeno non esiste differenza tra percezione e rappresentazione. Se, per esempio, immaginiamo di vedere un determinato oggetto attraverso un vetro trasparente, il vetro, anche se trasparente, dovrà pur sempre avere una certa caratteristica di colore (una tinta leggermente grigia, una certa diafanità) che permetterà di distinguerlo dagli altri oggetti. Se, d’altra parte, immaginiamo una macchia rossa, ad essa potremo dare un’estensione tanto grande da non avvertirne i limiti, o tanto piccola che essa ci apparirà appena come un punto. Tuttavia, in entrambi i casi, saremo sempre in grado di determinare la sua estensione, oltre al suo colore.

Lo stesso succede con il colore: i corpi percepiti mantengono o modificano il proprio colore indipendentemente dall’osservatore. Sia l’osservatore che l´oggetto, o entrambi contemporaneamente, possono cambiare posizione; però in ogni caso, l’osservatore percepirà questi movimenti come indipendenti dalle sue altre operazioni mentali. Naturalmente, a volte si verificano illusioni, come quando l’osservatore interpreta un proprio spostamento come un movimento dell’oggetto e viceversa. Però in ogni caso queste illusioni non influenzano l’oggetto che è esterno alla coscienza.

B – Nel processo di rappresentazione, al contrario della percezione, il colore di un oggetto rappresentato può essere modificato attraverso operazioni mentali; lo stesso vale per l´estensione dell’oggetto che è in rapporto con l’apparente distanza tra l’osservatore e l’oggetto stesso.

In casi eccezionali, come quelli di allucinazione, la rappresentazione acquista maggior forza della percezione e inoltre viene collocata nello spazio “esterno” in modo tale che l’oggetto rappresentato viene considerato come percepito. Normalmente gli oggetti percepiti vengono distinti da quelli rappresentati, in primo luogo perché sono indipendenti dalle operazioni mentali dell’osservatore, ed in secondo luogo perché la loro immagine possiede maggior nitidezza ed intensità; tuttavia questa seconda proprietà non risulta essere decisiva in tutti i casi.

C – Quando chiudo gli occhi e mi rappresento un oggetto che prima ho percepito, avverto che esso continua ad essere “esterno” a me, anche se mi rendo conto che la sua immagine dipende da operazioni mentali che avvengono nel mio interno. L’oggetto viene rappresentato in uno spazio simile a quello della percezione; è chiaro però, che si tratta di due spazi distinti. Chiamiamo “spazio di rappresentazione” lo spazio in cui gli oggetti vengono rappresentati. È possibile distinguere i due spazi grazie alla sensazione tattile delle palpebre chiuse e grazie al caratteristico insieme di sensazioni che corrispondono alle operazioni di rappresentazione.

Rappresentazione

Abbiamo detto che quando rappresento un oggetto esso appare collocato al mio “esterno”, fuori di me, come se si trattasse di un oggetto percepito; questa è un’illusione che sorge perché l’oggetto rappresentato risulta collocato nello strato più esterno, nella cappa più periferica dello spazio di rappresentazione. Se ora sposto l’immagine dell’oggetto verso il centro della mia testa, mi posso rendere conto che questo movimento fa sorgere il limite tra l’apparente spazio “esterno” e lo spazio interno; questo limite spaziale deriva dalla traduzione in immagine visiva del limite tattile delle mie palpebre e del limite della mia sinestesia generale.

Esercizio 1:

Mettete un oggetto davanti a voi. Osservatelo dettagliatamente in tutti i particolari, cercando di memorizzarlo perfettamente. Chiudete gli occhi. Cercate di rievocarlo con la maggiore fedeltà possibile. Aprite gli occhi e paragonate l’immagine che ricordate con l’oggetto che ora percepite:

  • cambiare il colore
  • cambiare l’estensione
  • cambiare la distanza.

Esercizio 2:

collocate due oggetti davanti a voi. Lavorateli nel modo indicato dall’esercizio anteriore. Dopo, “cancellate” uno dei due e lasciate solo la rappresentazione dell’altro. Procedete in modo inverso. Cancellate poi tutti e due e mantenetevi brevemente in una specie di “mente vuota”. Riprendente le rappresentazioni e introducete delle varianti.

Esercizio 3:

bisogna immaginare la mia mano che si muove verso un oggetto senza sentirla: la immagino cioè dal “di fuori”; quando l’immagino in questo modo, la mano non si muove realmente. Se, invece, sento la mia mano dal “di dentro” mentre si sposta, l’immagine relativa a questa sensazione è un´immagine cinestesica e non visiva. In questo caso la mano si muove realmente ed io sento i muscoli spostarsi nella direzione immaginata. C’è stato movimento perché ho collocato l’immagine adeguata nel preciso livello, nella precisa profondità dello spazio di rappresentazione.

D – Lo spazio di rappresentazione è tridimensionale come quello di percezione. Tutte le immagini possono essere collocate in esso come oggetti tridimensionali.

Secondo la “profondità” o “l’altezza” che le immagini hanno nello spazio di rappresentazione, gli impulsi sono poi inviati a determinati centri di risposta (intellettuale, emotivo, motorio, sessuale e vegetativo).

Le immagini che corrispondono ai sensi esterni (vista, udito, olfatto, gusto e tatto) non producono l´attivazione del centro motorio; piuttosto esse “tracciano” il cammino lungo il quale avverrà lo spostamento del corpo quando questo si muoverà per azione delle immagini appropriate, che sono quelle che corrispondono ai sensi interni cinestesico e cenestesico. Il corpo si muove solo se le immagini di questi sensi interni sono collocate nel corretto strato di profondità e nel corretto livello verticale dello spazio di rappresentazione, ed inoltre solo se possiedono una “carica” adeguata. Se si sbaglia la profondità, può non esserci risposta. Se l’altezza è scorretta, può rispondere un’altra parte del corpo. Infine, se la carica di cui l’immagine è dotata non è adeguata, la risposta può essere o troppo debole o troppo forte.

Schermo mentale

E – Lo spazio di rappresentazione è una specie di “schermo mentale” su cui vengono proiettate le immagini derivanti dagli stimoli sensoriali, da quelli della memoria e da quelli prodotti dall’attività immaginativa della coscienza che si collocano in diversi livelli di altezza e di profondità dello spazio di rappresentazione. È proprio in base alla profondità di collocazione dell’immagine che è possibile discriminare un fenomeno interno da uno esterno.

Esempio:

Vi siete mai chiesti come mai rappresentiamo e percepiamo il passato, il e il futuro come dietro, e davanti a noi? E il presente non lo identifichiamo forse come una situazione mediana? Infatti la collocazione delle immagini nello spazio di rappresentazione che si riferiscono a questi tre tempi si collocano a profondità differenti, anche perché il passato proviene dalla memoria, il presente dalla percezione e il futuro dall’immaginazione.

Da quanto detto sui fenomeni di trasformazione degli impulsi (traduzione, deformazione ed assenza) è possibile comprendere che i fenomeni di coscienza ammettono un’enorme capacità combinatoria e che il movimento delle “cariche” e dei contenuti nei diversi livelli dello spazio di rappresentazione permette un grande numero di processi catartici e trasferenziali.

Spazio di rappresentazione

F – La rappresentazione interna dello spazio mentale, che corrisponde alla traduzione in immagini visive delle sensazioni interne del corpo, permette le connessioni tra le produzioni della coscienza ed il corpo stesso. Questa connessione è necessaria perché il corpo possa muoversi coerentemente in una data direzione. Quindi la coscienza servendosi dell’astrazione e dell’associazione, struttura le immagini dentro uno spazio di rappresentazione.

Infatti un qualunque sistema di impulsi proveniente dai sensi, dalla memoria o dalla immaginazione, quando raggiunge lo spazio di rappresentazione, viene trasformato in una immagine che si colloca ad una certa altezza e ad una certa profondità di tale spazio; questa immagine agisce poi sui centri ed il tipo di centro messo in azione, e quindi il tipo di risposta, dipende proprio dalla collocazione dell’immagine nello spazio di rappresentazione.

Conclusioni


Abbiamo visto come la rappresentazione sia fondamentale per le attività umane perché è il modo particolare della coscienza di strutturare i dati provenienti dall’esterno e dall’interno del corpo, associarli coi dati in memoria e con i dati immaginati e a sua volta attivare delle risposte. L’elemento fondamentale delle immagini rappresentate e che noi le possiamo modificare direttamente sia nel colore, che nell’estensione, sia nella profondità che nell’altezza, consapevoli che queste modifiche della rappresentazione portino delle modifiche nel nostro stare nel mondo e nel rapporto con noi stessi.

In campo artistico la funzione dell’immagine, ossia la capacità di immaginazione e di elaborazione delle stesse immagini, è di fondamentale importanza come nella vita pratica d’altronde, ma a differenza del mondo “esterno”, il mondo della creazione artistica essendo di rappresentazione, presenta una possibilità di modificazione e di plasticità, impensabile nel mondo esterno. Ad esempio basti pensare a tutti i personaggi fantastici e allegorici che vanno dagli Dei e gli eroi della mitologia, ai moderni Supereroi dei fumetti, che possono volare, correre a velocità improbabili, diventare trasparenti, mutare in altre forme e specie animali. La funzione rappresentative permette ai desideri, alle credenze, ai sogni, ecc. di “esistere” e quindi di poter essere percepiti da altre persone, che in qualche modo identificano in queste creazioni allegoriche che vengono in qualche modo riconosciute come delle “realtà” psichiche che compiono delle funzioni nell’equilibrio instabile della coscienza.

Per questo il nostro studio sulla psicologia dell’immagine si soffermerà, dopo una lezione sulle immagini, sulle creazioni delle immagini attraverso l’astrazione e l’associazione, ossia attraverso i simboli e le allegorie.

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